
martedì 23 dicembre 2008
lunedì 20 ottobre 2008
Rieccomi a HH
Questa settimana ad Amburgo ci voleva, é stata una bella e meritata vacanza dopo tutto lo stress che ho accomulato negli ultimi tempi, tra convegni e corsi di alfabetizzazione. Anche qui in uni mi sono data da fare, ho fotocopiato tutto il fotocopiabile e ho parlato di nuovo con la Redder, ma per il resto mi sono davvero goduta un po' la cittá... l'appuntamento fisso all'Hatari lunedí scorso ha aperto le danze, e poi cinema (ho visto con Britta l'ultimo dei fratelli Coen, "Burn after reading": lo consiglio assolutamente!), una bella passeggiata in centro, acquisti sulla Mönckebergstrasse, una deliziosa cena dagli indiani... tutto nel segno del relax, ma che bello! Qui poi con il mio arrivo é esploso l'autunno: nel tempo di una settimana il vento e la pioggia hanno fatto cadere tutte le foglie dagli alberi e le strade si sono trasformate in soffici tappeti gialli e rossi... é uno spettacolo maestoso, sembra di stare in mezzo al bosco, invece che in cittá!
Adesso me ne torno in Italia, proprio mentre qui comincia il semestre e c'é un sacco di fermento in giro. Ma io in fondo in fondo rimango una "amburghese in esilio", come dice giustamente la maglietta che mi hanno regalato Britta e Ariane, e prima o poi ritorneró nella mia patria di elezione, mi sa piú prima che poi :-)
... nel frattempo mando un caro saluto a tutti quelli che dopo tanto tempo ripassano sulle pagine di questo trascurato blog! La vostra perseveranza questa volta é stata premiata :-) Ciao!
mercoledì 3 settembre 2008
Danke!

domenica 31 agosto 2008
Trasferta a Essen
Il convegno in sé è stato a tratti molto interessante, comunque stancante. Questi mega eventi che durano giorni, con centinaia di relatori, ti fanno davvero diventare balorda… Solo a vedere il book of abstracts e il programma degli individual papers e dei symposia mi veniva male: due librozzi di non so quante pagine ciascuno… Alla fine, come già avevo ipotizzato, sono andata a sentire praticamente solo quelli che già conoscevo :-) E poi giovedì mattina alle 8:30 è stato il mio turno! Ero abbastanza agitata, ma mi ero scritta proprio tutto il discorso da leggere, per cui più di tanto non si è visto. Alla fine ci sono state persino delle domande interessate, e ho scambiato il mio contatto con altri che si occupano più o meno di quello che faccio io. Per di più la Heller mi ha proposto di pubblicare subito, in un volume di cui sta curando l’edizione, per cui meglio di così non poteva andare!
sabato 23 agosto 2008
Ben tornata... ∞
Do del “ben tornata” anche a me, ormai è la frase che mi sento rivolgere più spesso! Prima ben tornata a casa a Pradalunga, poi ben tornata al mare con quelli dell’oratorio (guardate che qui ancora mi fanno i complimenti per l’abbronzatura!), e infine ben tornata di nuovo ad Amburgo. Il carosello comunque mica finisce qui, perché lunedì alle 5 di mattina parto per Essen, dove resterò l’intera prossima settimana…
Qui ad Amburgo tutto è rimasto com’era – Britta, Castor, Anne, Ella, Kamil, Katja, Susanne… li ho rivisti tutti in questi giorni. In più con me c’era la Miky, che dopo una spumeggiante vacanza in Puglia ha pensato bene di allungare un pochino il percorso e venirmi a trovare ;-) si è fatta un’escursione termica mica male, dai 38 gradi di giù ai 18 di qui… ma nel compenso si è scaldata a forza di pedalare, perché mentre io la mattina andavo all’università a scrivere per il convegno, lei si faceva grandi scorrazzate in centro e oltre, incurante della pioggia. Giovedì sera poi ci siamo fatte il giro di tutti i sexy shop della Reeperbahn alla ricerca di qualcosa di sfizioso per il matrimonio della Ste… e ce l'abbiamo fatta... hihihihi... Ste, se leggi questo blog preparati ;-P
Invece stasera per me è la volta di un evento di gala: su invito di Britta parteciperò al gran ballo del festival internazionale di tango di Amburgo! Beh, “partecipare” è un po’ una parola grossa… diciamo che guarderò molto volentieri, e magari rispolvererò qualche passo...
Per il resto comincio davvero a essere un po’ tesa per gli appuntamenti che mi aspettano a breve, a cominciare dall’intervento che devo tenere il 28 a Essen… mi raccomando, incrociate le dita per me! (o stringete i pollici, come preferite :-)
lunedì 28 luglio 2008
In gita sul fango
Dunque ieri gita sul Watt. Questo viaggio nasce come regalo di compleanno per Britta, che ha fatto gli anni ad aprile, e io mi sono aggregata. L’organizzazione era tutta nelle mani di Ariane, Christian e Petra, che purtroppo però alla fine non è venuta. In compenso si è aggiunta Ingrid, quindi la ciurma era costituita in totale da 5 persone. Io e Britta non sapevamo quasi nulla: dovevamo semplicemente farci trovare alla stazione alle 8 di mattina, con un’attrezzatura che spaziava dal bikini alla giacca a vento.
La giornata è cominciata subito con un pizzico d’avventura… alle 8 Britta ed io eravamo ancora mezze addormentate sulla metro che ci portava alla stazione centrale, quando riceviamo una telefonata: “ehm, il treno per Cuxhaven parte alle 8.07”! Questo almeno potevano dircelo!!! Abbiamo corso come delle disperate, e alla fine siamo riuscite a salire al volo, proprio come nei film! Poi però a bordo del treno ci aspettava una colazione a regola d’arte, con caffelatte, Franzbrötchen e croissant…
Un centinaio di chilometri più su eravamo a Cuxhaven, da dove poi abbiamo preso un autobus per Duhnen, il paese sulla costa del Mare del Nord da cui sarebbe partita la nostra avventura: una Wattwanderung, cioè un’escursione sul Watt… Non c’è una parola per tradurre il Watt, il dizionario lo dà come voce intraducibile e lo definisce così: “bassofondo lungo le coste del Mare del Nord”. È praticamente il fangoso fondale del mare, che quando c’è bassa marea si può percorrere a piedi, raggiungendo – come abbiamo fatto noi – gli isolotti al largo della costa. La nostra isola-meta era Neuwerk, che appartiene storicamente alla città di Amburgo come punto strategico per monitorare il traffico di navi alla foce dell’Elba.
Comunque, zaino in spalla, ci siamo avventurati in questo mare-non mare e… sì, abbiamo camminato 3 ore nel fango!!! cik-ciak-cik-ciak… Ma non potete immaginare che paesaggio… la distesa di mare “scomparso” che si allarga a vista d’occhio, i Pricken, arbusti bassi che servono come segnali per l’acqua bassa, i Priele, canaletti d’acqua che il mare lascia nel ritirarsi, il Wattwurm, ossia il verme del Watt, che decora con centinaia di montagnette il fondale… sono tutte parole intraducibili in italiano, perché noi non conosciamo questo fenomeno grandioso che è il movimento della marea… ma lì è la quotidianità, la gente sa che dopo 6 ore il mare puntualmente ritorna, e ritorna anche parecchio alla svelta… Per i turisti più sbadati ci sono dei ripari, tipo delle gabbie piantate in alto, in cima a dei pali, dove potersi trarre in salvo e attendere l’arrivo delle barche di soccorso.


Sotto uno di questi gabbioni abbiamo fatto la prima sosta: merenda con prosecco e sandwitch :-) È passato anche un uomo a farci gli auguri, aveva capito che stavamo festeggiando… piccolo particolare: era completamente nudo! Ma non era il solo… abbiamo incontrato parecchi nudisti, ma per lo più anzianotti… non era un bel vedere :-) Forse vivono la cosa come una cura termale… Comunque, presi dall’alcol o dalla vista di tutta sta carne al vento, ci è successo che abbiamo sbagliato strada! D’un tratto non c’erano più Pricken a segnalare il percorso, l’isola sembrava vicina, ma un canale piuttosto profondo ci separava dalla giusta via… Per cui, armati di tanto coraggio, ad un certo punto abbiamo deciso di GUADARLO, proprio all’Indiana Jones!!! Zaino sopra la testa, per non far bagnare le cose, abbiamo attraversato il Priel e abbiamo raggiunto la sponda corretta. Per festeggiare la riuscita della nostra impresa abbiamo brindato – ebbene sì, un’altra volta - ma a suon di Caprisonne!!! “Questo è per il tuo blog!”… Che carina, Ariane aveva pensato anche a me :-P
L’ultimo tratto che ci separava dall’isola era molto trafficato da cavalli e carrozze che trasportavano i turisti più pigri. Noi eravamo esausti, per di più era sempre più difficile camminare, perché il Watt si faceva sempre più schifoso e pieno di conchiglie… vi lascio immaginare i miei piedi martoriati, alla fine non li sentivo più! Perché ovviamente il tutto si fa a piedi nudi, senò si gode solo a metà :-)

Arrivati finalmente a Neuwerk abbiamo pranzato su un pratone, con un pick-nick delizioso a cui aveva provveduto la sempre più sorprendente Ariane. E poi ci siamo finalmente spaparanzati al sole… Più tardi abbiamo fatto il giro canonico dell’isola (presto fatto!), e abbiamo visitato il faro, che, situato a chilometri e chilometri di distanza dalla città di Amburgo, risulta paradossalmente essere il suo edificio più antico.
Era ora di rientrare tra i comuni mortali. Ovviamente non a piedi, perché nel frattempo il mare si era rifatto vivo, e ci aveva circondati sull’isola. Tempo un breve bagno, abbiamo preso il traghetto che ci riportava a Cuxhaven. E qui qualcuno deve aver tirato i dadi, e essere finito sugli “Imprevisti”, perché entrati alla stazione di Cuxhaven abbiamo perso il treno per un soffio, proprio per lo stesso soffio che alla mattina invece ci aveva concesso di salire in tempo. Ma qui la cosa si faceva un po’ più tragica, perché era l’ultimo treno, in una cittadina sperduta dove non sai nemmeno se troverai un taxi… Quindi giro di telefonate un po’ allarmate, e poi alla fine è saltato fuori un benzinaio che funge anche da filiale della Hertz, ci siamo affittati una macchina e siamo partiti alla volta di Amburgo, dove siamo arrivati all’una di notte, come ripeto: stanchi ma felici.
...
Torno alle mie valigie, e alle ultime cose da sistemare. Il 18 agosto sarò di nuovo qui, ma per pochi giorni in realtà, perché poi a settembre devo ritornare in Italia, in maniera più o meno definitiva. Per questo ora ho un po’ di magone, perché so di essere arrivata quasi al capolinea di questa esperienza ad Amburgo, e ho il cuore pieno di ricordi e di gratitudine per quello che ho vissuto qui. Ma non voglio lasciarmi prendere dalla malinconia, ci sarà tempo per i saluti commossi… per ora sono felicissima e voglio tenermi questa sensazione per il mio rientro a casa: anche lì ci sono persone che aspettano da tanto il mio ritorno, e che non vedo l’ora di riabbracciare.
A tutti voi che leggete mando un caro saluto: statemi bene e godetevi le ferie!
Ci risentiamo ad agosto!
Un bacione, Gabri
martedì 22 luglio 2008
Presto a casa
Per il resto che dire… Sono molto impegnata questa settimana con la scrittura del mio intervento per il convegno di Essen, che vorrei avere pronto prima della fine del mese. Ovviamente non ce l’ho fatta a preparare contemporaneamente anche quello per Modena, che mi toccherà portarmi sotto l’ombrellone... ma poco male, ormai sono abituata a non fare delle ferie vere e proprie… con il pensiero alla fine sono sempre alle cose che devo fare, e per le quali ho sempre troppo poco tempo!
